Cambiare col cambiamento

Cambiare col cambiamento

Negli ultimi anni ho vissuto molti cambiamenti sul lavoro. Non mi hanno mai spaventato particolarmente. Il cambiamento inutile, quello fatto tanto per cambiare, senza una direzione e senza un obiettivo chiaro e misurabile è il cambiamento dannoso che molti adottano. Ma in generale il cambiamento è qualcosa di necessario e opportuno.

Nella mia libreria c’è un piccolo libriccino che parla di questo e che ho sempre trovato deliziosamente illuminante nella sua semplicità (anche un po’ banale).

Si intitola Chi ha spostato il mio formaggio, S. Johnson, Sperling & Kupfer Editori

Non sto qui a raccontarvelo ma vi dico solo che nella storia ci sono quattro personaggi che rappresentano grossomodo tutti: c’è chi fiuta il cambiamento delle condizioni e si mette in cammino individuando le direzioni, chi intrapresa una direzione è capace di trarne fuori il meglio e quelli che affrontano riluttanti i cambiamenti e faticano di più perché arriveranno sempre secondi e, per finire, chi il cambiamento lo osteggia e lo rifiuta finendo facilmente travolto.

Sono pochi i fenomeni che arrivano all’improvviso, inattesi e senza essere annunciati. Pensateci e anche voi non ne avrete avuti poi così tanti (parlando di lavoro, ovviamente). Pensateci bene e vi renderete conto che sarebbe bastato ascoltare di più quella opinione, tenersi informati e pronti.

Tenersi pronti non significa vivere nella costante paura che qualcosa accada. La paura non è mai una buona consigliera e spesso la si trova proprio in chi il cambiamento lo rifiuta più a lungo possibile.

Fiutare l’aria significa chiedersi: che cosa potrebbe succedere se quella data cosa che ci fa dire che abbiamo tutto, non ci fosse più? Saprei cosa fare dopo? Ho un piano di riserva? Ho controllato se è ancora valido?

Quando si hanno le risposte a queste domande allora è più facile sia fiutare l’aria che lasciarsi alle spalle il cambiamento.

Già perché il primo requisito per andare oltre è chiudere con il passato.

Se anche voi state affrontando un possibile cambiamento mettete nella vostra libreria questo piccolo libriccino e rileggetelo ogni tanto. Ve la caverete con pochissimo tempo e magari sarete pronti a mettervi di nuovo le scarpe ai piedi.

Chiudo questo post con una delle domande del libro:

Che cosa fareste se non aveste paura?

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